Perché scegliamo la flessibilità
Già lo sapete. Che siamo nati in uno splendido e caotico open space dalle pareti blu. Forse anche per questo abbiamo compreso e imparato l’importanza dell’ordine, della disciplina, dell’armonia degli opposti e anche del caos: certo, quando il caos è creativo, quando è fonte di idee e di commistioni che arricchiscono.
Non nascondo che quando ci trasferimmo nei nostri uffici attuali, la presenza di stanze separate e di porte vere, fu una novità assolutamente apprezzata. Finalmente, ogni reparto con la propria dimensione e il proprio spazio; ognuno con la propria concezione del silenzio e del brainstorming.
Una realtà come la nostra difficilmente può possedere parametri validi per tutti: la visione del progetto e degli obiettivi ci guida in una direzione precisa e comune, ma il percorso è differente per ognuno, e ne va tenuto di conto.
Abbiamo imparato l'equilibrio nel caos facendone una filosofia e il nostro modo di affrontare il lavoro.
Abbiamo abbandonato l'idea del cartellino, delle otto ore lavorative e ci siamo indirizzati verso una filosofia della qualità e non della quantità.
Non saprei conteggiare le ore che trascorre qui un collaboratore, ma so esattamente il tipo di impatto che ha la sua presenza in azienda.